Monday, April 13, 2026

MC2 Gallery Italy, a look at Manbertos Tentinso assesment of masterworks reworked thpugh his pallet.




FOCUS


LAMBERTO TEOTINO

(ITALY, 1970)


1816

Mary Shelley, 2017 - Stampa a pigmenti d'archivio su carta di cotone Hahnemuhle, la cornice in foglia d'oro, 80 x 66,5 cm - ed. 5
Mary Shelley, 2017 - Archival pigment print on Hahnemuhle cotton paper, gold leaf frame,

80 x 66.5 cm - ed. 5


L’anno senza estate: una crisi di sopravvivenza continentale

Nel panorama dell'arte contemporanea, raramente un progetto racchiude in sé una tale densità storica e atmosferica come "1816". Per comprendere l’operazione di Lamberto Teotino, dobbiamo prima calarci nel clima di quell’anno, definito dallo storico John D. Post come "l'ultima grande crisi di sopravvivenza nel mondo occidentale". A causa dell’eruzione del vulcano Tambora, una coltre di cenere avvolse il pianeta, determinando quella che oggi ricordiamo come la "piccola era glaciale". Fu un anno senza estate. Un tempo sospeso, dove la luce del sole venne filtrata da detriti vulcanici, trasformando i cieli in visioni crepuscolari — le stesse che avrebbero ispirato i paesaggi apocalittici di William Turner — e costringendo l'umanità a un isolamento forzato. È in questo scenario di raccolti distrutti e nevicate estive che la letteratura ha partorito i suoi incubi più persistenti: Mary Shelley e John Polidori, chiusi nelle loro stanze, gareggiavano a chi avrebbe scritto la storia più spaventosa, dando vita a Frankenstein e Il Vampiro. Teotino sceglie questo crocevia della storia per operare la sua personale indagine sul confine tra l'esistente e l'immaginario, tra il reperto e l'invenzione.


The year without summer: a continental survival crisis

In the landscape of contemporary art, rarely does a project encapsulate such historical and atmospheric density as "1816". To understand Lamberto Teotino’s work, we must first immerse ourselves in the climate of that year, defined by historian John D. Post as "the last great survival crisis in the Western world." Due to the eruption of Mount Tambora, a blanket of ash engulfed the planet, leading to what we now remember as the "Little Ice Age." It was the year without a summer. A suspended time, where sunlight was filtered through volcanic debris, transforming the skies into twilight visions—the same that would inspire the apocalyptic landscapes of William Turner—and forcing humanity into a state of forced isolation. It was within this scenery of destroyed harvests and summer snowfalls that literature birthed its most persistent nightmares: Mary Shelley and John Polidori, confined to their rooms, competed to write the most terrifying story, eventually giving life to Frankenstein and The Vampyre. Teotino chooses this crossroads of history to conduct his personal investigation into the boundary between the existing and the imaginary, between the artifact and the invention.



Amplefort, 2017 - Stampa a pigmenti d'archivio su carta di cotone Hahnemuhle, la cornice in foglia d'oro, 80 x 66,5 cm - ed. 5
Amplefort, 2017 - Archival pigment print on Hahnemuhle cotton paper, gold leaf frame,

80 x 66.5 cm - ed. 5



Un dipinto senza materia, una fotografia senza scatto

Il progetto 1816 si fonda su un paradosso ontologico che scardina le definizioni tradizionali di genere artistico. Teotino non parte dalla realtà fenomenica, ma dal recupero dell'archivio digitale. L'artista ha setacciato il web alla ricerca di ritratti ad olio su tele pittoriche antiche del XIX secolo, tele che portano su di sé i segni del tempo: crepe, mancanze, ossidazioni e ferite della materia. La sua operazione è di natura quasi chirurgica: egli non restaura il dipinto, ma ne estrapola i dettagli dalle parti rovinate, analizzandoli e rielaborandoli digitalmente attraverso un sistema di sintesi che fonde la pittura con la stampa fotografica artistica. Il risultato finale è un cortocircuito visivo di straordinaria potenza: un dipinto senza materia e una fotografia senza scatto. Siamo di fronte a un’opera senza materia perché la fisicità della tela e dell'olio viene sublimata nella bidimensionalità della stampa, perdendo lo spessore del pigmento ma mantenendone l'anima cromatica. Al contempo, è una fotografia senza scatto poiché l'immagine non nasce dall'occhio che guarda attraverso un obiettivo, ma da un processo di decostruzione e post-produzione di un'opera preesistente.

A painting without matter, a photograph without a shot

The 1816 project is based on an ontological paradox that subverts traditional definitions of artistic genres. Teotino does not begin with phenomenal reality, but with the recovery of the digital archive. The artist scoured the web in search of oil portraits on ancient pictorial canvases from the 19th century—canvases that bear the marks of time: cracks, gaps, oxidation, and wounds of the matter. His operation is almost surgical in nature: he does not restore the painting but extrapolates details from the damaged parts, analyzing and digitally reworking them through a synthesis system that merges painting with artistic photographic printing. The final result is a visual short-circuit of extraordinary power: a painting without matter and a photograph without a shot. We are faced with a work without matter because the physicality of the canvas and oil is sublimated into the two-dimensionality of the print, losing the thickness of the pigment while retaining its chromatic soul. At the same time, it is a photograph without a shot because the image does not originate from an eye looking through a lens, but from a process of deconstruction and post-production of a pre-existing work.

Atmospheric Particulate Matter, 2017 - Stampa a pigmenti d'archivio su carta di cotone Hahnemuhle,

la cornice in foglia d'oro, 152,7 x 127,5 cm - ed. 5
Atmospheric Particulate Matter, 2017 - Archival pigment print on Hahnemuhle cotton paper, gold leaf frame, 152.7 x 127.5 cm - ed. 5



L’estetica del frammento e la "Oltre-fotografia"

L’originalità di Teotino risiede nel modo in cui isola il particolare "guasto" della tela antica e lo eleva a protagonista della composizione. In 1816, il difetto della pittura diventa l'elemento strutturale del nuovo apparato visivo. L'errore del tempo — la scrostatura, la muffa, la crepa — viene reinterpretato come un "glitch" filosofico, un malfunzionamento del sistema che rivela la fragilità della nostra memoria storica e della nostra percezione. I volti dei nobili e dei borghesi del XIX secolo subiscono nelle mani di Teotino una mutazione metafisica. L'artista trasforma il ritratto celebrativo in un'icona del perturbante. Si entra così nel territorio della "Oltre-fotografia": un linguaggio dove lo scatto è sostituito dall'analisi e la realtà dalla simulazione. Come i mostri della Shelley nacquero dall'isolamento forzato del 1816, così i soggetti di Teotino nascono dall'oscurità digitale e dal vuoto della materia. Essi sono esseri di confine, spettri che abitano la soglia tra il passato pittorico e la visione tecnologica contemporanea.


The aesthetics of the fragment and "Beyond-photography"

Teotino's originality lies in how he isolates the specific "failure" of the ancient canvas and elevates it to the protagonist of the composition. In 1816, the flaw of the painting becomes the structural element of the new visual apparatus. The error of time—the peeling, the mold, the crack—is reinterpreted as a philosophical "glitch," a system malfunction that reveals the fragility of our historical memory and perception. The faces of 19th-century nobles and bourgeoisie undergo a metaphysical mutation in Teotino’s hands. The artist transforms the celebratory portrait into an icon of the uncanny. We thus enter the territory of "Beyond-photography": a language where the shot is replaced by analysis and reality by simulation. Just as Shelley’s monsters were born from the forced isolation of 1816, Teotino’s subjects are born from digital darkness and the void of matter. They are threshold beings, ghosts inhabiting the limit between the pictorial past and contemporary technological vision.


A Flower with Advection Frost, 2017 - Stampa a pigmenti d'archivio su carta di cotone Hahnemuhle, la cornice in foglia d'oro, 80 x 66,5 cm - ed. 5
A Flower with Advection Frost, 2017 - Archival pigment print on Hahnemuhle cotton paper, gold leaf frame,

80 x 66.5 cm - ed. 5



La suggestione di Turner e la cenere digitale

Mentre Turner traduceva l'alta concentrazione di cenere nell'atmosfera in esplosioni di luce e colore, Teotino traduce quella stessa "cenere" in una densità di stampa pigmentata che sfida la percezione. La sua tecnica permette di raggiungere neri di una profondità assoluta e tonalità che sembrano conservare la polvere degli archivi dimenticati. In questo senso, Teotino opera una sparizione dell'oggetto originale per restituirne l'essenza pura. Nell'era della riproducibilità tecnica estrema, l'artista ci riporta all'aura del soggetto attraverso la sua negazione. Le opere di questa serie sono riflessioni sulla sopravvivenza dell'immagine oltre la morte del supporto fisico, dove il "buio" introdotto dall'artista permette alla nostra immaginazione di generare nuovi mondi e nuovi fantasmi, proprio come accadde in quella terribile estate di due secoli fa.


Turner’s suggestion and digital ash

While Turner translated the high concentration of ash in the atmosphere into explosions of light and color, Teotino translates that same "ash" into a pigmented print density that challenges perception. His technique allows for blacks of absolute depth and tones that seem to preserve the dust of forgotten archives. In this sense, Teotino operates a disappearance of the original object to return its pure essence. In the age of extreme technical reproducibility, the artist brings us back to the subject's aura through its negation. The works in this series are reflections on the survival of the image beyond the death of the physical support, where the "darkness" introduced by the artist allows our imagination to generate new worlds and new ghosts, just as happened in that terrible summer two centuries ago.



MDCCCXVI, 2017 - Stampa a pigmenti d'archivio su carta di cotone Hahnemuhle, la cornice in foglia d'oro,

80 x 66,5 cm - ed. 5
MDCCCXVI, 2017 - Archival pigment print on Hahnemuhle cotton paper, gold leaf frame,

80 x 66.5 cm - ed. 5


Lamberto Teotino

Lamberto Teotino (Napoli, 1970) vive e lavora a Roma. La sua ricerca si concentra sull'indagine del sistema visivo e sulla decostruzione dell'immagine d'archivio, esplorando il confine sottile tra realtà e percezione attraverso l'uso di tecnologie digitali applicate alla fotografia e alla pittura. Il suo percorso espositivo è caratterizzato da importanti tappe istituzionali, tra cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM), il MAXXI, il MACRO, il Musée de l'Élysée di Losanna e Fotografiska a Stoccolma. Le sue opere sono state presentate in prestigiosi contesti internazionali, tra cui il Festival Rencontres d'Arles e Paris Photo.



Lamberto Teotino (Naples, 1970) lives and works in Rome. His research focuses on the investigation of the visual system and the deconstruction of archival images, exploring the thin line between reality and perception through the use of digital technologies applied to photography and painting. His exhibition history features significant institutional milestones, including the Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM)MAXXIMACRO, the Musée de l'Élysée in Lausanne, and Fotografiska in Stockholm. His works have been presented in prestigious international contexts, including the Rencontres d'Arles Festival and Paris Photo.



Untitled, 2017 - Stampa a pigmenti d'archivio su carta di cotone Hahnemuhle, la cornice in foglia d'oro,

152,5 x 127,5 cm - ed. 5
Untitled, 2017 - Archival pigment print on Hahnemuhle cotton paper, gold leaf frame,

152,5 x 127,5 cm - ed. 5


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